l6glejes184Chi avrebbe mai potuto pensare che un luogo che solo poco tempo fa era per me ancora completamente sconosciuto come l’Italia, sarebbe diventato la mia seconda casa e un tetto sotto cui potermi riparare. Sono stata incredibilmente fortunata. Mi si è presentata l’irripetibile opportunità di studiare a Venezia per un periodo di 6 mesi nell’ambito del programma Erasmus, nella città dell’amore, del romanticismo, delle albe e dei tramonti… probabilmente queste sono le associazioni più banali che potrebbero sorgere in un turista qualsiasi in visita in questa città. La mia Venezia è decisamente diversa, piena di storie, di incontri, di insegnamenti e scoperte culturali. Essendo al secondo anno di magistrale della Kaspijskaja vysšaja škola perevoda (Scuola Superiore di Traduzione del Caspio) mi è stata offerta la possibilità di acquisire delle conoscenze all’estero con alcuni tra i migliori docenti madrelingua stranieri; le nostre lezioni venivano tenute in tre lingue: tedesco, inglese e italiano. Essendo studentessa di Ca’ Foscari, con il mio accesso all’Università erano necessariamente comprese tutte le risorse di apprendimento: biblioteche digitali, sconti nei musei italiani (con la carta dello studente di Ca’ Foscari sono riuscito a visitare anche i musei di Barcellona senza pagare nulla, tra i quali anche il museo del celebre artista Pablo Picasso), aule enormi, la possibilità di prendere parte ad eventi importanti (come la “Biennale di Venezia”, che si svolge una volta ogni quattro anni, o il “Ca’ Foscari Short film festival”, un festival di cortometraggi), ma questa è solo una piccola parte di ciò che potrei elencare. E con la quantità di cibo che è stata offerta in uno degli Open Day di Ca’ Foscari, è iniziata la mia scoperta della cucina locale. Bruschette, pizza, caprese, caponata, spritz, vini… ma la lista è infinita, e vale anche la pena notare che gli italiani hanno un gusto eccellente non sono per i cibi, ma anche per l’abbigliamento. Incontrare un nonno cinquantenne in completo Armani?! Facile! Le persone qui mi hanno mostrato non solo la loro ricchezza d’animo, ma anche un aspetto esteriore molto piacevole e pulito. Qui, sono davvero stata in grado di sperimentare e confrontare. Grazie al programma Erasmus, ho avuto la possibilità di viaggiare senza impedimenti per le città d’Europa. Durante il mio periodo di formazione ho visitato l’inaccessibile e amichevole, ma anche costosa Svizzera (ed è davvero carissima, una calamita mi è costata quasi 10 euro); la bellissima e sfaccettata Ungheria (nei suoi angoli più remoti, c’è stato un qualcosa che mi ha ricordato la Russia); la maestosa ed elegante Austria, patria di Mozart, in cui sono riuscita a mettere in pratica le mie conoscenze di tedesco; la piacevole e moderna Spagna e la tranquilla e romantica Francia. Peccato che una tale esperienza non possa durare per sempre; in Italia ho lasciato molti amici e conoscenti che ora impazientemente aspetto di ospitare in Russia. Sono molto grata all’AGU, la mia università, per questa incredibile opportunità che mi ha regalato un sacco di nuove conoscenze, persone ed esperienza, e ha cambiato per sempre la mia vita.